Moto2
Tomizawa è morto in ambulanza!
L'autopsia ha determinato che il decesso è precedente a quello stilato dal referto
9 settembre 2010 19:53
Potrebbe essere archiviato il procedimento per omicidio colposo aperto dalla Procura di Rimini sulla morte di Tomizawa al Gp di San Marino. Nel registro degli indagati figurano ancora i nomi dei due pilot, Alex De Angelis e Scott Redding, che hanno investito il povero giapponese caduto e nulla hanno potuto per evitarlo e travolgerlo.
L'autopsia, però, avrebbe rivelato che il Shoya sarebbe morto nell'ambulanza mentre veniva trasportato in ospedale, nonostante gli svariati tentativi di rianimazione.
Stando all'autopsia, quindi, Shoya sarebbe giunto cadavere al "Ceccarini" di Riccione.
Ciò significa che aveva perfettamente ragione Jorge Lorenzo quando in televisione sosteneva che qualcuno sapeva prima del via della Moto Gp che Tomizawa era deceduto.
Questa notizia non cambia il destino del povero Shoya, ma apre un'ombra davvero inquietante sull'organizzazione del Motomondiale. Allora erano corrette le accuse di chi ha evidenziato il cinismo del voler far correre la gara regina a tutti i costi.
E quanto meno Carmelo Ezpeleta poteva aver la sensibilità di abolire quella vergognosa cerimonia del podio: bandiere a mezz'asta, quello si, ma poi cori beceri e sorrisi inutili. E quella conferenza stampa con i soloni tutti schierati a spiegare la "verità", che ora tanto vera non è più.
Ci auguriamo che il magistrato prosciolga da ogni accusa De Angelis e Redding che non hanno alcuna responsabilità nella tragedia per ridargli un minimo di serenità che meritano, sarà qualcun altro ad avere, forse, qualche rimpianto...
di Redazione
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2 Commenti
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forse è morto anche prima
Naturalmente è una provocazione: almeno al medico legale dobbiamo credere. Perché ai due medici del motomondiale devono, invece, andare i saluti di tutti: quelli, cioè, della cacciata - quantomeno - dall'ordine dei medici. Hanno infranto un codice deontologico vincolante per chi svolge tale professione. Hanno nascosto la verità a beneficio di un soggetto che non è il paziente stesso e questo non è perdonabile. Io avevo questo sospetto: quei medici saranno pure bravi medici e avranno fatto di tutto, ma nei limiti imposti dalla volontà degli organizzatori (la pantomima del post incidente è stato uno spettacolo indecoroso) e ciò non è assolutamente compatibile col giuramento che hanno fatto al momento di intraprendere la loro professione.
Probabilmente aveva ragione quella persona che ha scritto, avendo assistito alla gara, che riteneva Tomizawa morto sul colpo (d'altra parte lo schiacciamento del torace lascia ben poche altre possibilità), probabilmente il cuore si è fermato lì, sul secondo investimento (si vede il pilota inglese che gli passa proprio sopra) e, se dopo vari minuti di rianimazione non c'è verso che riparta, non ci vuole un medico per concludere che un individuo ha subito un danno cerebrale irreversibile.
Adesso giocheranno sulla distinzione tra la constatazione del decesso e la necessità di legge di eseguire per un periodo stabilito di tempo alcuni esami strumentali per ufficializzare il decesso.
Su questo si può giocare ma loro non ne escono bene, comunque.
Per quanto riguarda il "motomondiale", è un 'sistema' come un altro: cinico quando deve difendere se stesso e i suoi interessi. Ma se la gente se ne frega e festeggia comunque che colpa gli si può dare?
Bisognerebbe toccarli "eticamente" il portafoglio perché questa è l'unica ragione che sentono.Postato da: carlo11 settembre 2010 alle 21:34 - 2
Costa è chiaro che si droga, Macchiagodena che "vizio" avrà?
“Rapidamente soccorso sul luogo dell’incidente, Tomizawa è stato trasferito al Medical Center di Misano dove i medici hanno tentato di rianimarlo e quando le speranze stavano scomparendo dalla sala di rianimazione, nel cuore di qualcuno è nato il sentimento della speranza, quella vera, quella che affonda le sue radici nell’irrazionalità del miracolo.”
“Sospinti da questa illusione, Shoya è stato trasferito all’Ospedale di Riccione. Il trasferimento è stato effettuato in ambulanza, i cui spazi permettevano più ampia manovra ai medici rispetto all’elicottero.”
“Giunti alla sala di rianimazione dell’Ospedale di Riccione i medici, anestesisti, consulenti, chirurghi e tutto il personale infermieristico, di cui purtroppo non conosco i nomi, hanno tentato l’impossibile, lavorando non solo con altissima professionalità, ma facendo trasparire dalle loro manovre un grande amore verso il pilota privo di coscienza.”
“E quando alle 14.19, Shoya Tomizawa è stato lasciato esanime sul lettino della rianimazione, qualcuno gli ha tolto i tappi dalle orecchie, tappi che sarebbero poi stati consegnati a Noboru Ueda e Max Sabbatani.”
“In quel momento qualcuno l’ha baciato in fronte e come per incanto sul suo volto segnato alla morte è parso comparire un sorriso… il sorriso di Shoya che tutti conoscevo e che credo tutti continueranno a ricordare per sempre.
E così, quando la storia del motociclismo riprenderà il suo cammino, nel paese del Paddock nessuno si accorgerà dell’assenza di Shoya Tomizawa perché quel sorriso sarà dentro al cuore di tutti.”Postato da: carlo12 settembre 2010 alle 19:39
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