Moto2 - 5 settembre 2010 alle 14:25
Tomizawa è morto nell'ospedale di Riccione!
Il pilota giapponese non ce l'ha fatta dopo essere stato travolto da De Angelis e Redding
Shoya Tomizawa non ce l'ha fatta. E' morto poco dopo l'arrivo all'ospedale di Riccione dove era stato trasferito d'urgenza a seguito del drammatico incidente nel corso dell'11.giro nella gara di Moto 2.
Tomizawa è caduto prima del Curvone ed è stato travolto dalle moto di De Angelis (che è uscito incolume dall'incidente) e da Scott Ridding (che è finito al centro medico per accertamenti). Il giovane di 19 anni è rimasto esanime sull'asfalto e le sue condizioni sono apparse subito disperate: i medici avevano diagnosticato traumi addominali, toracici e cranici con emoraggie interne.
Il mondo del Motomondiale piomba nella tragedia per un dramma che nessuno, purtroppo, avrebbe potuto evitare, vista la orribile dinamica dell'incidente. Ci lascia un ragazzo che si era fatto volere bene subito e che aveva iniziato la stagione di Moto 2 vincendo...
di Readzione
tags: Moto2
Image copyright Getty Images
14 Commenti
- 1
Ciao Tomizawa
Purtroppo dobbiamo far fronte ancora una volta ad un evento che ammutolisce tutti gli appassionati delle moto e in genere della competizione in pista. Dico purtroppo perchè fa parte di quella maledetta fatalità che nessuno può farci niente e tutti definiamo con il nome di destino. I piloti sono a conoscenza di questi fatti. L'unica cosa che mi viene da recriminare sono stati gli interventi del personale medico, roba da far-west!!! Cosa servirebbe mettere il collarino al collo del pilota se poi lo trasportano con una barellina di emergenza su un terreno sconnesso, ondulando quasi a sembrare di essere su di un jeep alla Parigi-Dakar??? Poi addiritura caduto a terra. Terribile!!! Doveva rimanere immobile sul posto e caricato su un'ambulanza attrezzata per la gravità del malcapitato.
Se ancora non ci fosse, si dovrebbe creare una regola-sistema che in caso di questi gravi episodi automaticamente vengono informati via radio i commissari di pista ad esporre una bandiera che avvisa i piloti a sospendere automaticamente la competizione e raggiungere il paddock mantenendosi al bordo della pista lasciando il tracciato completamente libero alla macchina dei soccorsi. Tutto il resto purtroppo doveva succedere...........
Ciao Tomizawa.
Postato da: mike6805 settembre 2010 alle 15:21 - 2
tomizawa
esiste un rischio imprevedibile ed inevitabile e un'altro tipo di rischio dato dalle scelte e dalla volontà di chi ci sta intorno.Nel caso dello sfortunato Tomizawa questo rischio si è manifestato nella sfortuna di cadere a Misano.Si perchè anche ammettendo, come è ovvio, che le ferite causate dall'incidente sarebbero state comunque fatali, vedere un soccorso del genere ci riporta indietro di 30 anni, laddove la tecnologia ha fatto si che eventi così drammatici siano ormai rarissimi. La bandiera rossa non è stata data palesemente per lo stesso motivo per cui è nata una classe senza senso come la moto 2: garantire lo spettacolo sempre e comunque, anche laddove il livello dei piloti e le norme di sicurezza non lo consentano. Condoglianze alla famiglia Tomizawa
Postato da: marco05 settembre 2010 alle 15:46 - 3
per i sapientoni qui sopra
Le ambulanze erano già sul posto dietro le barriere sempre pronte a partire verso il centro medico.
Nessuna ambulanza o auto medica doveva arrivare sul luogo perchè appunto erano già presenti.
I medici di pista appena hanno visto la gravità della situazione hanno raccolto il malcapitato per portarlo il più velocemente possibile in ambulanza perchè altrimenti sarebbe morto in pochi minuti per le varie emorragie interne causate dall'incidente.
Dare bandiera rossa voleva dire lasciare morire a bordo pista Tomizawa.
L'operato encomiabile dei medici di pista e di tutta l'equipe di soccorso ha garantito almeno per un paio di ore la possibilità di tentare il "miracolo", la possibilità da parte dei medici dell'ospedale di tentare il tutto per tutto per salvare tomizawa.
Nella drammaticità dell'evento la soluzione più semplice e corretta dal punto di vista medico era quella che è stata intrapresa dai medici di pista.
Le vostre sono le solite polemiche sterili di coloro che non sanno comprendere i rischi intrinsechi di uno sport che è mortale per definizione.Postato da: Verità05 settembre 2010 alle 17:17 - 4
Per il sapientone di qui sopra
Ecco uno dello staff medico del circuito!
Hanno stabilito in pochi secondi tutta la patologia e quindi deciso che doveva essere raccolto come un sacco di patate, sbattuto su una barella e portato a bordo pista. E se i traumi non fossero stati mortali in sè ma aveva invece una lesione alla colonna vertebrale? E una lesioni cranica credi migliori dopo uno sbattimento simile? (uno dei barellieri stava pure cadendo).
Ma loro hanno stabilito tutto in pochi secondi e deciso per il meglio, cioè la necessità che la gara continuasse a tutti i costi.
Quello che ha detto Lorenzo ( e che è stato censurato) non dico che sia vero ma è verosimile e ciò la dice lunga sulle priorità del "business".
Tu intanto continua a farti imbambolare dallo show e dalle sue esigenze ma guarda che si creano precedenti e questi vanno a ricadere su tutta la società e quindi anche su di te.
Cara "verità" degli altri...Postato da: carlo05 settembre 2010 alle 17:41 - 5
per l'idiota qui sopra
Le ambulanze erano già sul posto dietro le barriere sempre pronte a partire verso il centro medico.
Nessuna ambulanza o auto medica doveva arrivare sul luogo perchè appunto erano già presenti.
I medici di pista appena hanno visto la gravità della situazione hanno raccolto il malcapitato per portarlo il più velocemente possibile in ambulanza perchè altrimenti sarebbe morto in pochi minuti per le varie emorragie interne causate dall'incidente.
Dare bandiera rossa voleva dire lasciare morire a bordo pista Tomizawa.
L'operato encomiabile dei medici di pista e di tutta l'equipe di soccorso ha garantito almeno per un paio di ore la possibilità di tentare il "miracolo", la possibilità da parte dei medici dell'ospedale di tentare il tutto per tutto per salvare tomizawa.
Nella drammaticità dell'evento la soluzione più semplice e corretta dal punto di vista medico era quella che è stata intrapresa dai medici di pista.
Le vostre sono le solite polemiche sterili di coloro che non sanno comprendere i rischi intrinsechi di uno sport che è mortale per definizione.
Tomizawa aveva varie emorragie in corso, lacerazioni addominali che lo stavano facendo morire dissanguato, aveva un arresto cardiorespiratorio in corso... tutte cose che anche a un non esperto risultano prioritarie e verificabili in pochi secondi.
Evidentemente tu preferisci la morte ad una vita sulla sedia a rotelle.
Complimenti vantati.Postato da: Verità05 settembre 2010 alle 17:58 - 6
Sempre più medico della pista!
Ripezione della 'pappardella' con cui hai già avuto modo di dilungarti prima, e fin qui niente di nuovo.
Le ultime sono le tue news mediche verificate di persona, a quanto pare. Che guarda caso danno ragione alla tua tesi iniziale. Tra parentesi volevo farti notare che una lesione della colonna vertebrale a livello cervicale è spesso mortale, perciò la sedia a rotelle non c'entra per nulla. Ma, a parte ciò, tengo a specificare che le mie le considero ipotesi (anche se un pò ci credo visto che gli interessi economici in gioco mettono del tutto in secondo piano le persone, e questo in tutti i campi), le tue sono sicurezze incrollabili. Quindi rimandiamo la polemica se e quando si avranno elementi più certi di ciò che veramente è successo e poi ne riparliamo. Non è escluso che tu possa anche avere ragione, ma mi sembra comunque che lo fai un po' per partito preso.
Sarai mica un abitante di San Marino?Postato da: carlo05 settembre 2010 alle 19:10 - 7
carlo
si può avere opinioni differenti, ma soprattutto quando tutto ancora è basato su ipotesi, non è bello definire le opinioni altrui baggianate. Non mi riferisco a te ovviamente. Resta il fatto che nessuno meglio dei piloti può giudicare se quello della direzione di gara è stato un comportamento adatto alla situazione, che non è la prima di questo genere. La stessa opinione di Rossi è stata condivisa praticamente da tutti tranne che dai medici che si occupano dei traumi, non delle bandiere rosse. E resta il fatto che l'ombra dello''show must go on'' è ancora piu oscura perche tutto cio è capitato in una classe, la moto 2, nata palesemente per fare cassa.
Postato da: marco05 settembre 2010 alle 20:09 - 8
un pilota,un ragazzo di 20 anni
ciao tomizawa, rimarrai sempre nel mio cuore, lo dico da pilota purtroppo quando un pilota ma soprattutto un ragazzo di 20 anni muore in un incidente dentro di me e' come se una parte se ne andasse. 6 grande tomizawa
Postato da: roberto05 settembre 2010 alle 20:45 - 9
carletto gioca con la morte credendo di essere DIO
Scusa ma tu eri li in pista tra i medici o piloti??? Sei un organizzatore del Gp???
Non credo.
Allora, cosa fai ragioni per partito preso???
Continua pure con i tuoi ragionamenti per partito preso da complotto, dimostri solo la tua ignoranza.
Il referto medico è stato comunicato in diretta, forse te lo stavi menando guardando i replay della tragedia. E' evidente che da bravo figlio di puttana che sei parli sospinto dalla voglia di moralizzare gli altri quanto tu stesso da bravo ipocrita ignorante dovresti moralizzarti da solo.
I fatti sono altri e per fortuna ti danno torto marcio.
Salutami tua madre.Postato da: marco05 settembre 2010 alle 21:07 - 10
marco
Infatti. Forse non si riuscirà mai a stabilire la correttezza o meno degli interventi: in tali casi è la parola del medico che vede direttamente la situazione la sola rilevante (qui non ci sono cartelle cliniche o altri rilievi oggettivi). Quindi anche se, 99 volte su 100, un politraumatizzato non andrebbe spostato, bisogna decidere caso per caso. Sarebbe interessante stabilire anche precisamente l'ora della morte perchè questa situazione di fretta prima e di non fretta poi (dai filmati appare l'ambulanza ferma) potrebbe anche rendere verosimile l'affermazione, censurata, di Lorenzo e cioè che il pilota fosse morto e che si sia nascosta la circostanza in quanto si sarebbe dovuto fermare tutto (questo per legge). Ci sono anche poi foto (solo foto perchè i filmati dell'incidente ma soprattutto degli interventi successivi sono stati eliminati da vari siti per violazione del copyright) piuttosto inquietanti: dove i soccorritori si preoccupano piuttosto di segnalare ai piloti che giungevano la presenza dell'incidente che non a soccorrere, dopo aver collocato dietro al pilota i cartelli "DOCTOR".
Ma ripeto, sono solo ipotesi, e ci vorrebbe piuttosto un'indagine seria. Quello che fa sospettare non sono le evidenze incontrovertibili ma il "clima" generale, come mi pare tu dica, cioè la necessità di "far cassetta" a tutti i costi. La creazione di questa formula 'monstre', come affermano anche piloti della motogp, con mezzi molto potenti e grande "densità" in pista sembra seguire solo quella logica. E quando il "sistema" si impone i singoli sono sempre sacrificabili. E' una sorta di "ragion di Stato" applicata allo sport, che sport non è più se mai lo è stato.
E' ora di ristrutturare il Colosseo e dare qualcosa di "forte" in pasto al popolo, sarebbe meno ipocrita.Postato da: carlo05 settembre 2010 alle 21:30 - 11
risposta alla 9 di "verità"
Alla 9 non rispondo: è ingenua e di cattivo gusto.
Però invece rispondo.
Non ero in pista, e infatto l'ho dichiarato, ma tu forse credi di esserci stato o ti accontenti delle dichiarazioni ufficiali.
Ripeto, ci vuole un'indagine seria e indipendente, con tutto il rispetto dei medici della pista (anche se dubito si riesca a cavare qualcosa).
Ci vuole un'analisi delle procedure e dichiarata in pubblico. A tanti non interesserà, se gli costa il giocattolo, ma a me si.
Quanto all'azione moralizzatrice: si, grazie! Lo faccio per te (io sono estremamente benestante) nel caso ti trovassi un giorno su un ponteggio irregolare perché il "padrone della ferriera" vuole risparmiare.
Quanto a mia madre: dopo aver soggiornato nell'ala est della mia tenuta sulle Dolomiti, sta abbastanza bene, gli sbalzi di pressione gli sono spariti. Te la potrei affittare per lo stesso scopo...Postato da: carlo05 settembre 2010 alle 21:59 - 12
carletto crede di essere DIO ma in realtà è un poveraccio frustrato
Scusa ma tu eri li in pista tra i medici o piloti??? Sei un organizzatore del Gp???
Non credo.
Allora, cosa fai ragioni per partito preso???
Continua pure con i tuoi ragionamenti per partito preso da complotto, dimostri solo la tua ignoranza.
Il referto medico è stato comunicato in diretta, forse te lo stavi menando guardando i replay della tragedia. E' evidente che da bravo figlio di puttana che sei parli sospinto dalla voglia di moralizzare gli altri quanto tu stesso da bravo ipocrita ignorante dovresti moralizzarti da solo.
I fatti sono altri e per fortuna ti danno torto marcio.
Salutami tua madre.Postato da: marco06 settembre 2010 alle 10:16 - 13
Non sarebbe cambiato nulla per via della gravità delle condizioni del pilota, ma nel 1994 a Imola, i medici intervennero subito, la gara fu sospesa ed arrivò l'eliambulanza...in quel caso è inutile dire che fu fatto tutto a regola d'arte.
In questo caso no, Costa e Macchiagodena raccontino quello che più gli va di raccontare, ma non è stato fatto un buon lavoro...nel caso specifico non è cambiato nulla, ma per il futuro sarà bene accendere il cervello prima di fare le cose, perchè magari un intervento diverso potrebbe salvare la pelle all'infortunato di turno, specie in caso di lesioni interne.
Se vuoi provare a salvare la pelle ad una persona con lesioni interne, devi cercare di metterlo sul tavolo operatorio prima che puoi e questo deve essere l'obiettivo che i medici a bordo pista dovranno perseguire prima di ogni altra cosa...per cui si espone la bandiera rossa, s'interviene e si chiama l'eliambulanza.
Di sicuro chi è intervenuto sul posto ha fatto il massimo di quanto poteva fare, ma una volta terminati gl'interventi, lo si doveva caricare in eliambulanza e portarlo a Cesena e questo sarebbe potuto avvenire solo in regime di bandiera rossa, in modo che l'elicottero atterrasse nei pressi della postazione dei commissari dentro la pista.
Quanto a ciò che è successo, posso solo dire che sta diventando davvero triste per i piloti giapponesi...nel 2003 toccò a Daijiro, autentica promessa già affermata e la vera alternativa a Rossi, ora tocca ad ragazzino che stava dimostrando già tanto e che aveva un margine enorme di miglioramento...più che dire che mi dispiace tantissimo non posso dire nulla di più.
E poveri De Angelis e Redding...questi ragazzi si porteranno dietro un ricordo orribile con cui sarà difficilissimo poter convivere nella vita, figurarsi poi in pista...se lo son visti sotto le ruote, senza poter fare nulla, esattamente come accadde a Pitt nel 2008 a Brands Hatch quando investì Jones.
Il povero ANdrew ricordo che ebbe un drastico calo di rendimento da quel momento, spero non capiti a questi ragazzi.
Una piccola nota per i "tifosi" o comunque bizzarri personaggi vestiti di giallo che mostravano le insegne del pilota di Tavullia, che credo lo abbiano messo decisamente in difficoltà quando lo inneggiavano nel silenzio irreale degli addetti ai lavori (ma avere il dubbio che fosse successo qualcosa di grave,proprio non l'avevano?) e completavano l'opera fischiando Jorge sotto il podio...complimenti!Postato da: 06 settembre 2010 alle 10:21 - 14
testimonianza di uno a bordo pista - moto.it
MISANO ADRIATICO - E' morto davanti ai miei occhi, anche se, ufficialmente, Shoya Tomizawa è deceduto circa un'ora e mezza dopo, precisamente alle 14.20 nell'ospedale di Riccione, dove era stato trasportato in ambulanza. Succede sempre così in questi casi, non è certo una novità, è la procedura. A me, comunque, nessuno toglie dalla testa che Tomizawa sia morto sul colpo, possibilità, peraltro, avvalorata anche dalla dottoressa Marina Gambetti di Riccione. Cambia poco, purtroppo.
Solitamente, per avere una visione completa, seguo le gare in televisione dalla sala stampa, con tutti i dati: tempi, intertempi, velocità massime, distacchi, replay. Questa volta, però, avevo deciso di andare a bordo pista per vedere la Moto2, per cercare di rendermi conto, dal vivo, di alcune situazioni che non mi riesco a spiegare dalle immagini e dai dati. Dopo essere stato per un paio di giri alla prima curva, mi sono spostato nella parte centrale, dove si può vedere un bel pezzo di pista, quindi sono andato verso il curvone, il punto più difficile del circuito di Misano, perché volevo capire se c'era un comportamento differente tra le varie moto.
La gara si era ormai stabilizzata per la prima posizione, con Toni Elias in testa con margine, ma alle sue spalle la lotta era serrata per la terza posizione, con Simon, Tomizawa, De Angelis (in rimonta) e Redding racchiusi in pochi decimi. In quel punto, al curvone, non c'è margine di errore, si può percorrere una sola traiettoria, a una velocità attorno ai 230 km/h. Ma Shoya, purtroppo, ha sbagliato: l'ho visto andare leggermente largo, perdere il controllo della moto, finire a terra. Tutto a una velocità pazzesca, in una frazione di secondo e il flash successivo che ho impresso nella mia mente sono Alex De Angelis e Scott Redding che volano in aria, con Tomizawa che rotea esamine sulla pista.
Al momento, mi era sembrato che solo uno dei due avesse centrato il giapponese, in realtà, rivedendo poi le immagini, entrambi i piloti lo colpiscono, con un impatto durissimo. E' chiaro che è successo qualcosa di gravissimo, l'adrenalina mi sale alle stelle: le bandiere gialle vengono esposte immediatamente, i soccorsi sono rapidi. De Angelis si rialza quasi subito, Redding è fuori pista e dalla mia visuale, Tomizawa è pochi metri più in là, davanti a me. I medici lo proteggono in qualche modo con le balle di paglia, gli altri piloti gli sfrecciano accanto a una velocità secondo me troppo elevata per la circostanza, ma tant'è. Tomizawa viene caricato sulla barella, i soccorritori corrono nella via di fuga, dove uno perde l'equilibrio nella sabbia, cade. Shoya rimane immobile sulla barella, in pochi secondi è dietro il guard rail, in una apposita postazione all'esterno della curva.
Da dove sono non posso vedere cosa sta succedendo, ma intuirlo sì, perché i medici sono piegati ed, evidentemente, cercano di rianimarlo. Il mio cuore batte a mille, quello di Tomizawa, purtroppo, non batte più, tutto attorno c'è una calma apparente quasi surreale. Mi stupisce, in positivo, il sangue freddo di chi è vicino a Tomizawa, il loro non perdere mai la calma in un momento così drammatico. Io fatico a ragionare, davanti agli occhi mi continuano a scorrere le moto in piega, ma non riesco nemmeno a vederle, non sento il rumore.
Continuo a guardare là, verso la postazione di Tomizawa dove, con molta calma, arriva un'ambulanza. Non ho la minima idea di quanto tempo sia passato. Mentre viene caricato sull'ambulanza, vengono stesi dei teli bianchi per impedire alle telecamere e al pubblico di vedere. L'ambulanza parte, procede lentissima. Salto sulla bicicletta con la quale mi muovo all'interno del circuito e arrivo al centro medico ben prima del mezzo di soccorso. I minuti successivi sono, come sempre in questi casi, concitati, ma il mio cervello è in tilt, bloccato, incapace di mettere insieme un pensiero dietro l'altro. Esce Max Sabbatani dal centro medico. E' un mio amico, ma non gli chiedo niente. Si avvicinano altri giornalisti, Max fatica a trattenere le lacrime. «Aveva 19 anni» sono le sue sole parole.
Giovanni Zamagni
05/09/2010
[risulta evidente che i soccorritori non potevano aspettare la bandiera rossa dovevano intervenire subito, non potevano mettersi a passeggiare con CALMA nella via di fuga, non c'era tempo e forse anche i soccorritori si erano accorti che pure la speranza stava perdendo contro la morte. Risulta anche evidente che l'ambulanza procedeva piano perchè ... la rianimazione a bordo pista non aveva dato esiti positivi... chi ha orecchie per intendere intenda. - ndr]Postato da: testimonianza di uno a bordo pista - moto.it06 settembre 2010 alle 10:50
Scrivi un commento
Torna suSpam, commenti impropri o volgari saranno automaticamente cancellati




