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Tornano i tormenti di Newey su Senna (senza verità)

Il tecnico inglese in un intervista alla BBC riparla dell'incidente al Tamburello omettendo le sentenze

2 ottobre 2013 17:38

Tornano i tormenti di Newey su Senna (senza verità)

La lingua batte dove il dente duole. Adrian Newey torna a parlare di Ayrton Senna in una intervista alla BBC. E ancora una volta l’attuale direttore tecnico della Red Bull Racing è tornato sull’incidente del Tamburello. Ammette sinceramente che è ancora turbato per la tragica fine del campione brasiliano durante il Gp di San Marino del 1994, ma continua a farsi delle domande che hanno già trovato una risposta.

“Cosa è successo quel giorno a Imola, cosa ha causato quell'incidente? Sono domande che ancora mi faccio- ha raccontato Newey in un'intervista alla Bbc – il cedimento è stata la causa o una conseguenza dell'incidente? Senza dubbio era incrinato, eppure tutti i dati, tutte le telecamere del circuito e l'on-board camera di Michael Schumacher che lo seguiva da vicino non mostrano nulla di coerente con il cedimento del piantone dello sterzo".

Adrian insiste nel dire che la Williams FW16 era andata in sovrasterzo alla curva del Tamburello e Senna perse il controllo della monoposto finendo contro il muro all’esterno: "Accadde più o meno come talvolta si vede nei super-speedway americani: la vettura perde il posteriore, il pilota corregge e quindi finisce dritto a colpire il muro esterno. Tutto ciò non è coerente con la rottura dello sterzo". 



Il tecnico inglese ha rievocato anche il breve periodo in cui aveva collaborato con Ayrton…
"C'è una specie di aura intorno a lui, qualcosa che è difficile da raccontare. Si percepiva chiaramente la sua presenza in squadra. La FW16 era una monoposto difficile da guidare e con tanti problemi da risolvere. Ayrton ha cercato di portare quella macchina a fare cose che in realtà non poteva fare".

Lo stucchevole coro inglese per l’ennesima volta ha ricominciato a parlare dell’assoluzione dell’inglese nel processo. E la stampa italiana è subita andata al traino, riconoscendo valide le argomentazioni di Adrian. È vero, Newey è stato assolto già nel processo di Appello concluso nel 2005 per "non aver commesso il fatto". La Corte aveva ritenuto che Adrian fosse il progettista della FW16, ma che non fosse responsabile della modifica grossolana che fu operata in pista dopo le proteste di Senna che anche a Imola si era ritrovato con la macchina non adeguata secondo le sue richieste.

Le indagini metalloscopiche svolte alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna e al Centro di Pratica di Mare avevano dimostrato con certezza assoluta che era stato modificato il piantone del pilota brasiliano con un tubo che presentava diverse cricche da fatica e mostrava segni di ruggine!

Detto questo basta leggere uno stralcio della sentenza numero 15050 della Corte di Cassazione per trovare parole chiare e inequivocabili: "la Corte, con motivato giudizio, ha accertato che la causa dell'incidente era riconducibile alla rottura del piantone dello sterzo, che questa era stata causata dalle modifiche male progettate e male eseguite, che tali erronee modifiche andavano ricondotte ad un comportamento colposo, commissivo ed omissivo, di Head, e che l'evento era prevedibile ed evitabile".

Patrick Head, infatti, è stato ritenuto colpevole nel 2007 in Cassazione con una sentenza che confermava quella della Corte di Appello del 2005. L’allora direttore tecnico della Williams non ha mai scontato la condanna perché il reato era finito in prescrizione. Basterebbe rileggere le carte o tacere...

di Franco Nugnes
tags: Formula 1

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16 Commenti

  • 1

    per la prima volta da quando leggo omni corse sono perfettamente d accordo.

    non aggiungo altro per rispetto di Ayrton Senna.

    Postato da: 02 ottobre 2013 alle 20:06
  • 2
    the genius smemoratum

    Che faccia di bronzo. È gia tanto se riesce a dormire con il rimorso che dovrebbe ritrovarsi. Anche lui è colpevole in quanto era il responsabile del progetto e di tutte le sue evoluzioni. Visto la meticolosità che ha in Red Bull penso che fosse così gia in Williams.

    Postato da: carlo03 ottobre 2013 alle 01:55
  • 3

    Ayrton Senna era ed è una divinità

    Postato da: as03 ottobre 2013 alle 03:05
  • 4
    I volti dopo il crash

    I volti di newey,Brown e patrick head negli attimi immediatamente successivi all'incidente non lasciano dubbi..sapevano già cosa era successo.ed e'un'offesa alla persona di senna far credere che un pilota che si accorge di aver sbagliato si limita ad attaccarsi ai freni senza tentare di mandare la macchina in testacoda.sarebbe ora che su questa vicenda non si parli piu.ci si limiti a ricordare quel grande campione che e'stato ayrton

    Postato da: mario03 ottobre 2013 alle 07:23
  • 5
    assurdo

    assurdo sentire ancora queste balle, Newey era da condannare e da radiare.
    la causa è il piantone e il sentire poi che l'auto era in sovrasterzo con tutte le cameracar che hanno fatto vedere... cosi come Coultard che mi ricordo bene dichiarò che nelle F1 era normale un gioco di 3 cm in circonferenza per parte... nemmeno il trattorino peg perego a pedali ha un gioco cosi nello sterzo...
    inoltre infangare ancora AYRTON...
    newey sei allucinante come persona anche se il migliore dei progettisti ma per me viene prima la persona
    sei senza scrupoli come le tue irregolarità

    Postato da: fabio03 ottobre 2013 alle 08:22
  • 6
    Newey dovrebbe vergognarsi

    ..ma prendo atto con piacere che le persone ridicole non abitano solo in Italia

    Postato da: Maicol04 ottobre 2013 alle 10:38
  • 7
    Si vede chiaramente

    Si vede chiaramente dal camera car che il piantone cede al sobbalzo sul rattoppo di asfalto. Se si guardano le immagini poco prima si nota chiaramente che a quell' angolo di sterzo è visibile un pulsantino giallo sul volante sulla razza sinistra. Invece quando passa sul rattoppo immediatamente il volante sterza di più alla sinistra e istintivamente Ayrton sposta il casco ancora più alla sinistra o per istinto di sopravvivenza o perchè di colpo il volante "gli è rimasto in mano"

    Postato da: Luca Romano04 ottobre 2013 alle 15:24
  • 8
    Non insultiamo Ayrton, per favore

    Pensare che un campione del calibro di Senna non possa essersi accorto di uno sterzo traballante è come bestemmiarne il nome.

    Se Newey è colpevole, chi doveva pagare per le ustioni di Lauda e la morte di Villeneuve? Suvvia...

    Postato da: peter_ray04 ottobre 2013 alle 16:18
  • 9
    Faccio una domanda

    Con il massimo rispetto per i coninvolti nella vicenda, ma se Newey non fosse dov'è, ci sarebbe tutto questo "accanimento"?

    No perchè solitamente finisce con la tipica frase "sanno a cosa vanno inontro", che ho sentito dire anche riguardo all'incidente del meno osannato Kubica

    Postato da: E.104 ottobre 2013 alle 18:23
  • 10
    Rispondo alla domanda

    Non si tratta affatto di "accanimento": com'è perfettamente scritto nell'articolo, si tratta semplicemente di ribadire ancora una volta ad Adrian Newey, che ogni tanto sente il bisogno di tirare in ballo l'argomento(l'ultima nel 2010 dicendo che Ayrton era uscito di pista per una foratura) che la verità su quanto accaduto a Imola è stata accertata in sede processuale, nonostante lui e i suoi soci abbiano fatto di tutto per tenerla nascosta.

    Postato da: Lorenz7304 ottobre 2013 alle 22:47
  • 11

    che in italia, in sede processuale, venga fuori la verità lo trovo mooolto difficile, diciamo che sono capitati nello stato giusto dove far sparire le verità ed allungare la giustizia... il migliore.

    Postato da: 05 ottobre 2013 alle 08:30
  • 12
    Sì, ma in questo caso la verità è venuta fuori lo stesso

    Grazie al lavoro dei periti e del PM Passarini.
    Non va dimenticato altrimenti Newey o chi per lui avrà buon gioco a continuare col suo teatrino delle supposizioni.

    Postato da: Lorenz7305 ottobre 2013 alle 14:07
  • 13
    In realtà l'unica verità che è emersa

    è che il piantone era stato modificato in modo non perfetto. Nulla, fra i documenti del processo, permette di asserire con certezza che si sia rotto PRIMA dell'impatto con il muretto.
    La sentenza fa unicamente riferimento al "giudizio della Corte", come dire "potrebbe essere come potrebbe non essere, secondo la Corte è così".
    Dato che la Corte non ha poteri divini e può sbagliare, siamo punto e a capo.

    E comunque ripeto, con lo stesso metro Forghieri finiva galera per il tentato omicidio di Lauda e Piccinini per l'omicidio di Villeneuve.
    Ma come sottintende E.1 probabilmente dietro l'accanimento verso Newey & Head c'è tanta bile accumulata nel nostro paese per i successi di questi ultimi, tutto qui. Comprensibile, anche se non condivisibile.

    Postato da: peter_ray05 ottobre 2013 alle 16:10
  • 14

    Forghieri e Piccinini non hanno blaterato da allora fino ad oggi che l'incidente è stato colpa del pilota, come il "gegnio" continua a fare.
    La bile viene verso la Fia, di sicuro non verso chi paga per vincere, così son capaci tutti, è la federazione che dovrebbe far la federazione...

    Postato da: 05 ottobre 2013 alle 22:35
  • 15

    Per quanto riguarda l'effettuazione di una modifica sbagliata bisogna contenere il proprio "odio" verso i progettisti. Cedimenti per valutazioni errate nelle auto da corsa sono, a quanto mi si dice, molto frequenti..a volte anche solo causate dalla fretta. Per questo motivo sintetizzando tutto con "motorsport is dangerous" per gli inglesi appare piuttosto difficile accettare un'indagine penale su un evento di corsa..
    La cosa che fa veramente, veramente incacchiare è la capacità di negare l'evidenza di questi due soggetti, nonchè l'incredibile messa in scena del volante "mobile" cui lui, Head, Coulthard e Hill si sono prestati...ho letto che Forghieri e Alboreto, presenti alla scena, schiumavano di rabbia!
    E qui vengono fuori "gli uomini". Forghieri, nella sua autobiografia, rievocando l'incidente di Villeneuve con grande onestà scrive del suo sgomento nello scoprire che le cinture avevano ceduto, tira un po' l'acqua al suo mulino nell'affermare che probabilmente Villeneuve sarebbe morto lo stesso ma non nega che "certe responsabilità" le sentisse sulle proprie spalle, tanto che l'episodio lo convincerà a puntare sulle scocche in carbonio, che sembravano garantire maggiore sicurezza, con decisione.

    Postato da: Lorenzo12 gennaio 2014 alle 03:51
  • 16

    Questo può essere di interesse - "Tamburello" libro https://www.youtube.com/watch?v=LJWQhFzxyQg

    Postato da: charlie30 marzo 2014 alle 00:24

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