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Formula 1

L'eredità di Trulli passa a Ceccon e Marciello?

L'italia resta senza piloti in Formula 1. Non succedeva dal 1969: ecco cosa si può fare

18 febbraio 2012 12:47

L'eredità di Trulli passa a Ceccon e Marciello?

L'ultimo pilota italiano ad aver vinto un Gran Premio è stato Giancarlo Fisichella con la Renault: Sepang, 19 marzo 2006. L'ultimo campione del mondo è stato Alberto Ascari con la Ferrari nel 1953 con la Ferrari 500. Ciccio aveva bissato il titolo dell'anno precedente e il palmares tricolore nell'Albo d'oro si completa con l'alloro di Nino Farina con l'Alfa Romeo nel campionato del debutto della Formula 1.

L'ultimo nostro pilota ad aver guidato una monoposto 2012 è stato Jarno Trulli: a Jerez gli è stato concesso il giorno conclusivo dei test, dopo che avevano già girato Heikki Kovalainen (titolare) e Giedo van der Garde (terzo pilota).

Jarno è stato trattato come l'ultima ruota del carro: l'abruzzese ha avuto un “contentino” solo perché i 12 milioni di euro che porta alle casse della squadra Vitaly Petrov, non erano ancora stati bonificati.

Un ritardo nei pagamenti, insomma, aveva lasciato aperta una speranza che almeno un pilota italiano potesse rappresentare i nostri colori nel Circus. Con un tratto di penna si cancella anche il nome di Trulli dalla lista degli iscritti FIA al mondiale.

Non c'è di che scandalizzarsi, con falsi puritanismi: Jarno vedrà onorato il suo contratto e la Caterham avrà sette milioni di euro in più da spendere. Così va il mondo, dove i contratti non hanno più alcun valore...

Il fatto grave è che una nazione automobilisticamente importante come l'Italia, che vanta tradizione e storia, non sia più in grado di portare un giovane talento in Formula 1.

Sembra preistoria l'inizio degli Anni '90 quando un pilota su due nei Gp era di passaporto tricolore. Certo, all'epoca era una esagerazione frutto dei munifici sponsor, per cui i nostri non erano valutati in quanto giovani promettenti, ma per le loro valige piene di dollari.

Avevamo dato una visione distorta del nostro mondo e in alcune occasioni abbiamo anche bruciato delle grandi opportunità: come non ricordare il fatto che la Mercedes avesse investito in Giorgio Pantano come kartista da allevare, nella speranza di portarlo alla McLaren in F.1? Il veneto avrebbe potuto precorrere la carriera di Lewis Hamilton?

Il talento c'era tutto, la maturità per reggere alla pressione di una Casa ufficiale, probabilmente no. Nel suo entourage l'aver visto il kart colorato come le frecce d'argento aveva fatto nascere delle aspettative che avevano portato il progetto ad abortire, nonostante Domingo Piedade ci avesse puntato molto...

I nostri ragazzi crescono nella bambagia di genitori iper-protettivi che credono di aver in casa un Sebastian Vettel dopo le prime vittorie: se la devono vedere con giovanissimi che arrivano dai paesi Sudamericani.

Sono imberbi dalle facce da bambino che arrivano in Italia con una buona dote economica e una missione: diventare piloti professionisti. Mangiano pane e meccanica, dormono nella stanza sopra l'officina dei team che li allevano.

Hanno i soldi e la voglia di sacrificarsi: trovano motivazioni profonde, ma i nostri non hanno meno talento. Hanno solo bisogno di più tempo per crescere, sempre che non si brucino. Ma la F.1 non aspetta: a 23/24 anni si è già considerati “vecchi”. Sperando che Luca Filippi, secondo in Gp2, trovi un approdo nella Indycar, possiamo sperare in Kevin Ceccon, 18enne in orbita della Toro Rosso.

In pochissime gare il bergamasco si è creato una solida reputazione: deve farsi un bagaglio di esperienza che ancora gli manca, ma è da tenere d'occhio.

Poi c'è un vuoto. Lo riempirà Raffaele Marciello, napoletano che vive in Svizzera? Il Ferrari Driver Academy lo sta crescendo: correrà nell'italiano di F.1 con la Prema, squadra che ha sempre allevato campioncini.

Marciello è andato a svernare in Nuova Zelanda per correre nel Toyota Racing Series ed è il primo nome che sta emergendo dal Progetto Giovani della Csai, dopo che tanti altri sono stati bruciati per la mancanza di risorse (Mirko Bortolotti, si è rilanciato vincendo la F.2 nel 2011).

I ragazzi, dunque, ci sono. Mancano i soldi. Come si può competere con Pastor Maldonado che porta alla Williams la sponsorizzazione di 35 milioni di euro del petroliere di stato venezualano Pdvsa grazie al supporto del presidente Chavez? Cosa succederebbe oggi in Italia se il Presidente del Consiglio, Mario Monti, coinvolgesse l'Eni in un progetto simile? Scoppierebbe la rivoluzione, giustamente.

Tocca alla Federazione, all'Aci-Csai, creare un percorso di crescita dei giovani che sia supportato dagli sponsor, facendo in modo, come dice l'esperto Cesare Fiorio, che si possa “coprire” un posto su una delle monoposto clienti motorizzate Ferrari...

di Franco Nugnes
tags: Formula 1
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18 Commenti

  • 1
    TRULLI VALE ANCORA MOLTISSIMO

    E' incredibile che un pilota come trulli, veloce (molto) e d'esperienza, sia fuori dalla F1: cosa farebbe con una RedBull?....
    Fossi Domenicali lo prenderei al posto di Massa.

    Postato da: françois xavier18 febbraio 2012 alle 14:05
  • 2
    A proposito di Fiorio

    Tutto giusto cio' che Lei scrive nell'editoriale.Vicenda Pantano compresa.Ma visto che Lei cita Fiorio,per completezza di informazione dovrebbe anche raccontare cio' che successe a fine 2008 quando i licenziati CSAI furono chiamati ad eleggere il loro Presidente.Da una parte Fiorio che puntava alla valorizzazione del mondo corsaiolo italiano destinando un budget a pochissimi ma meritevoli piloti per accompagnarli in alto sia in F1 sia nel mondiale rally.Dall'altra Sticchi Damiani che si proponeva di aiutare tutti.....sappiamo chi ha vinto.E questi sono i risultati.La Csai in Italia non ha mai combinato nulla di buono.I vari Gabbiani,De Angelis,Alboreto,Patrese e co. arrivarono in F1 grazie,oltre che al loro talento anche alle famiglie(nei primi due casi)o amici magnati(conte Zanon).Ma queste epoche non sono infinite ed in questi casi servirebbe una federazione forte con manager capaci(quanti manager italiani gestiscono piloti stranieri..)..c'era qualcuno che aveva qualche idea..si chiamava Michele Alboreto..peccato che porto' via con se' il libretto delle istruzioni..

    Postato da: stefano18 febbraio 2012 alle 14:24
  • 3
    TRULLI/FISICHELLA

    Per Trulli fa molto piu male che non per Fisichella- Trulli mandato via solo per motivi economici ! In vece per Fisico pur di andare alla Ferrari lascio un team la Force India done lui con impegno e didizione la porto ai vertici del campionato F1- E vero per la Ferrari qualsiasi pilota farebbe carte false,ma lui la scelse per Amore, lasciando la Force India al GP del Belgio al secondo posto (ma poteva vincere)lasciando la vittoria a Raikkonen (Ferrari).E vero piloti astro nascenti non ne vedo ma un Pantano, un Filippi avrebbero e potuto provare al salto. Speriamo nel ..........tempo di maturazione di qualche giovane ! Ciao a tutti Mimmo

    Postato da: MIMMO18 febbraio 2012 alle 14:28
  • 4
    Bravo Stefano

    Bravo, condivido in pieno la tua ricostruzione. E' il potere sportivo che ha scelto un sistema che aiuta i campionati e non i piloti tricolori! La ricetta di Fiorio (chi, oltre a lui, negli ultimi 30 ha saputo valorizzare i piloti italiani, di pista e di rally?!?) era giusta: accompagnare i più meritevoli. Sticchi Damiani si bea del test Ferrari di fine anno (goduto da molti stranieri, però!), Domenicali si dice dispiaciuto per Trulli ma punta su Bianchi e Maisano (cognomi italiani, ma sono francesi!!), e noi ci godiamo il teatrino.

    E basta pure con la storia di sponsor e mancanza di Case: l'Estonia ha portato piloti nel mondiale senza manco una Dacia alle spalle, puntando su un tutor che li valorizzasse (Martin) e su spese concentrate esclusivamente sui selezionati. In Italia, Fiat, Pirelli ed Eni bastano e avanzano per crescere dei futuri campioni, anche con investimenti contenuti.

    Postato da: Gasta18 febbraio 2012 alle 14:54
  • 5
    bravo gasta

    ma se la fiat sponsorizza le moto invece di puntare
    sul rally o su piloti italiani.. ma porca...

    Postato da: andrea18 febbraio 2012 alle 17:12
  • 6
    bravo gasta 2

    ah, no scusate mi correggo: la fiat sponsorizza la NAZIONALE DI CALCIO; ma dico io! come se mancassero soldi al calcio!! Non ho parole...

    Postato da: andrea18 febbraio 2012 alle 17:13
  • 7
    Fiat

    Fiat, attraverso FPT, da anni investe in Formula 3 e Formula Abarth. La Csai ha scelto di puntare sui campionati, attirando anche molti stranieri, grazie al famoso test con la Ferrari. Bene. Griglie piene, autodromi che respirano, ma i piloti italiani non emergono. Colpe anche loro, ci mancherebbe, ma non c'è una struttura che sappia crescerli, anche perché di questi tempi i team, se i risultati non arrivano, cambiano cavallo (magari quello che porta la dote maggiore, sonante). Il problema è qui: nella nostra situazione, o si coltivano i campionati o si coltivano i campioni.

    La mia idea è che ai campionati ci pensino i promotori (vedi Flammini con la Superstars: con programmazione, pazienza ed inventiva si creano serie che funzionano), con la supervisione di una Federazione che punti sulla valorizzazione dei talenti. Pochi ma buoni, in pista e nei rally, coinvolgendo ex piloti (sbaglio o in Italia i 'vecchi' non mollano nemmeno al volante?), Pirelli, Eni, Fiat.

    Postato da: Gasta18 febbraio 2012 alle 17:59
  • 8
    @gasta

    Investire la Fiat in Fpt? Scusa che investimento è produrre un motore da competizione basandosi sul motore di serie di una Stilo e vendendolo in Leasing in regime di monopolio? Gli investimenti li fanno Wv e Mercedes in Euroseries non la fiat in F3Italia...

    Postato da: 18 febbraio 2012 alle 19:59
  • 9
    .

    Temo, con tutto il rispetto per chi ha 1000 volte le mie capacità, che marciello ceccon ecc. non siano i campioni del domani ma nemmeno al livello di patrese fisichella ed altri che non sono diventati campioni del mondo, ma sicuramente di più poteva esser fatto a livello di promozione per gli italiani. Ma, a questo punto mi chiedo, ed in questo sarei grato se nugnes mi rispondesse, che senso ha nasconderci come italiani in campionati che non selezionano e non creano nulla? mi spiego: un talento cristallino, che oggi dal karting alla f1 arriva in 7-8 anni, fa kf1 mondiale-f.renault eurocup-f3 euroseries o gp3-gp2 o world series by renault. o sbaglio? cioè, fare la f.abarth f3 italia e autogp o superleague, per quanto sia patriottico, ma non bello, come si diceva ad un tempo: a cosa porta? se si vuol essere i migliori bisogna fare i percorsi dei migliori. Vincere dove tutti sono mediocri non serve a niente, si è campioncini del nulla, e gli osservatori dei top team sbadigliano. Direttore, che ne pensa? si può sperare in un articolo dedicato al percorso formativo e selettivo? o comunque alla trattazione sistematica dell'argomento e dell'ambiente che gli ruota attorno?

    Postato da: galagreg18 febbraio 2012 alle 21:34
  • 10

    E semplicemente vergognoso che piloti come quintarelli o caldarelli debbano andare a.correre in giappone come piloti ufficiali . Credono piu all estero nei nostri piloti che in italia ,addirittura caldarelli dopo aver fatto tutte le formule possibili e il test ferrari ora e pilota ufficiale in toyota e riserva nel campionato mondiale endurance .

    Postato da: 19 febbraio 2012 alle 11:33
  • 11
    FPT

    beh, Fiat mica ci mette solo i motori! Il test Ferrari costa, ci sono i premi gara, paga la promozione. L'investimento è tecnico e monomarca, mentre nell'Euroseries c'è concorrenza di motori ed è tutta un'altra cosa.

    Postato da: Gasta19 febbraio 2012 alle 11:43
  • 12
    Percorso

    Rispondo con piacere a galagreg, per dire che il primo tratto del percorso non è affatto sbagliato: il nostro karting è il bacino dove arrivano tutti i talenti mondiali e la F. Abarth è selettiva e formativa. La stessa F.3 nostrana non ha niente da invidiare agli altri campionati e non a caso richiama molti stranieri. Poi il meccanismo si inceppa, perché mancano le risorse per sostenere i giovani talenti in Gp2 o Wordl Series, vale a dire le anticamere della F.1. Filippi se avesse iniziato la stagione con Coloni avrebbe conteso il titolo a Grosjean? Certamente sì, ma sarebbe approdato ai Gp? Non abbiamo una risposta certa. E Rigon se non si fosse fratturato una gamba in Turchia e avesse vinto qualche gara sarebbe entrato nel Circus? Sicuramente no, perché non ha un becco di un quattrino (e bene ha fatto la Ferrari a prenderlo come apprezzato tester al simulatore). La Csai dovrebbe trovare le risorse per assicurare ogni anno quattro posti certi ai nostri giovani nelle due categorie propedeutiche. Come? Coinvolgendo magari Eni e Pirelli, come in molti di voi hanno indicato, in un'avventura che completi il "Progetto Giovani" che è sostenuto da Giancarlo Minardi. Il faentino ha raccolto l'eredità lasciata da Michele Alboreto, ma il suo sforzo non basta. L'Aci potrebbe fare la sua parte destinando una minima quota delle tessere annuali al finanziamento del piano. Andrebbe fatta una campagna a favore dei giovani (coinvolgendoli ad andare in autodromo in sicurezza con le loro auto di serie a costi certi molto bassi) che potrebbe supportare l'attività agonistica dei nostri talenti. Bisogna inventare nuove formule di coinvolgimento, perché non è vero che la passione in Italia si sta spegnendo. Deve solo essere ben indirizzata...

    Postato da: franco nugnes19 febbraio 2012 alle 13:16
  • 13
    Responsabilità

    Secondo me, l'entità che può essere incolpata maggiormente per l'assenza di piloti italiani in F1 é la Ferrari. Che per un qualche strano motivo sembra preferire gli stranieri.

    Prendiamo gli ultimi anni, ad esempio. Non dico che la Ferrari avrebbe dovuto preferire un qualche pilota italiano ai vari Schumacher, Raikkonen, Alonso.

    Ma non ditemi che in Italia non avremmo avuto piloti del livello dei vari Irvine, Barrichello, Massa. non ci crederei.

    Non ci sono piu' piccoli team italiani che possano far crescere i nostri giovani piloti. Ci pensi la Ferrari.

    E comunque, Hamilton e Vettel sono la prova vivente che anche un pilota allevato dal vivaio puo' portare il titolo mondiale... quindi perché non fare questo anche dalle parti di Maranello ?

    Postato da: ice9120 febbraio 2012 alle 12:10
  • 14
    Rigon?

    Ma Rigon non merita di essere considerato un solido riferimento per il futuro? Io non lo dimenticherei e non solo perchè è nell'orbita Ferrari (che potrebbe essere una lama a doppio taglio...), anzi.

    Postato da: The Observer20 febbraio 2012 alle 17:12
  • 15

    Nel 1999, con Schumi ferito, Todt non scelse Badoer ma Salo. Quando in Germania lo scudiero finlandese regalò la vittoria ad Irvine si capì il perché di quella scelta. Fermando Badoer in testa, Todt si sarebbe attirato l'ira di media e tifosi, avrebbe indebolito se stesso e la squadra, mettendo a repentaglio l'obiettivo: vincere il mondiale.
    Questo è il primo esempio che mi fa pensare che, in fondo, in questi anni la Ferrari ha scelto con giudizio. Se lotti per il mondiale, un italiano sulla Rossa deve essere lì come prima guida; se è scudiero, ti procuri solo dei casini.

    Trulli ha recentemente ammesso di essere stato contattato da Todt per salire sulla Rossa (al posto di Rubens? Di Massa?). Sempre col generale francese, il cliente Sauber faceva correre Larini e Morbidelli, piloti del Cavallino, che però non lasciarono il segno. Fisichella, pilota Alfa nel DTM, fu spinto alla Minardi.
    Insomma, da parte del gruppo Fiat fino ad un certo punto c'è stata una certa attenzione, poi si è effettivamente creato un vuoto che ci ha portati a perdere una generazione - salvo Liuzzi - di piloti tricolori.

    Postato da: Gasta23 febbraio 2012 alle 13:50
  • 16
    Un quasi fuori tema

    Vorrei portare all'attenzione degli appassionati la carriera di Daniel Mancinelli. Lui ha vinto un po' ovunque, non ha fatto suo il titolo F3 2010 più che altro per problemi meccanici e scelte discutibili (caso Mugello), l'anno scorso ha fatto bella figura nelle poche apparizioni in gp3 e ora... lo ritroviamo nella Porsche Carrera Cup.

    Mancinelli è un talento importante e, senza nulla togliere a chi corre in Carrera Cup, merita ben altri scenari.

    Quando diciamo che in Italia non ci sono talenti, pensiamo piuttosto a chi il talento l'avrebbe, ma a mancargli sono altre cose.
    E intanto stiamo buttando nel cestino un pilota che potenzialmente avrebbe tutto per fare bene a livello internazionale. Ricordatevelo!

    Postato da: Mancio fan27 febbraio 2012 alle 15:04
  • 17
    notizia) emula Windows DOS e non solo, nella notizia che ndcluie anche il video dice che link all'articolo originale // Attenzione: tutti i c

    notizia) emula Windows DOS e non solo, nella notizia che ndcluie anche il video dice che link all'articolo originale // Attenzione: tutti i contenuti vengono riprodotti in maniera parziale e sono propriete0

    Postato da: Batsuh26 marzo 2012 alle 09:33
  • 18
    il punto e8 chi ne trarrebbe vatgangio da questo video??secondo me nessuno, tankerenemy e8 un sito gie0 molto popolare negli ambienti dell'informazion

    il punto e8 chi ne trarrebbe vatgangio da questo video??secondo me nessuno, tankerenemy e8 un sito gie0 molto popolare negli ambienti dell'informazione alternativa, come gli altri nominati per altro (tranne uno forse, ma potrebbe essere una lacuna mia)non e8 invece da sottovalutare il fatto che parli, visto che esiste (ne sono al corrente), di una moderazione controllata esistente su tutti i blog che riportano opinioni e commenti tendenzialmente controcorrente, e che non siamo in regime di non liberte0 di espressione. Ed e8 anche vero che ci sono molti parassiti assoldati a far si che tengano le discussioni sotto linee guida ben precise decise dal sistema per orientare il pensiero collettivo, anche qui ci sono dei chiari esempi....

    Postato da: Doris29 marzo 2012 alle 03:35

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